Come evitare le penalizzazioni Google

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Come evitare le penalizzazioni Google per non perdere posizioni nella SERP

Come evitare le penalizzazioni Google per mantenere il posizionamento nella SERP ed evitare di perdere traffico verso il tuo sito web o blog. Google è il principale motore di ricerca usato dagli utenti del web. Se vuoi evitare di incorrere a penalizzazioni SEO devi seguire alcune indicazioni che ti fornisco in questa guida su come mantenere il posizionamento SEO su Google e più in generale su vari motori di ricerca.

Alcune semplici regole su come evitare le penalizzazione Google

Come evitare le penalizzazioni Google

Qui di seguito ti fornisco le principali regole per evitare penalizzazioni SEO e in particolare da Google.

Evitare i contenuti duplicati per non subire penalizzazioni SEO

Non copiare il testo di altri e pubblica sempre contenuti nuovi e aggiornati

Una delle regole fondamentali per non subire le penalizzazioni SEO è evitare in modo assoluto i contenuti duplicati. Avere blocchi di testo identici o simili all’interno del nostro sito (contenuti duplicati interni) o presi da altri siti (contenuti duplicati esterni) è sinonimo di scarsa qualità per Google.

I contenuti del tuo blog o sito web devono essere presenti una sola volta sul web e, a parte le citazioni esplicite e il plagio, è bene verificare che nel tuo sito web non ci siano copie di contenuto o doppioni di contenuto.

Qui trovi lo strumento migliore per fare SEO con WordPress e che ti consente di evitare le penalizzazioni Google per contenuti duplicati: All in One SEO Pack Pro

Qui invece trovi: come indicizzare in modo corretto un sito WordPress

Avere un sito web sicuro con un certificato SSL ti consente di non essere segnalato da Google come sito web non sicuro e di non perdere il posizionamento SEO

Perchè Google penalizza i siti web senza protocollo HTTPS

Google il principale motore di ricerca e il più usato dagli utenti web per effettuare ricerche relativi a prodotti e servizi e più in generale informazioni su determinati argomenti. Quindi è ovvio che Google voglia fornire un servizio il più possibile eccellente agli utenti preservandoli anche da possibili minacce su internet. Come? Semplice!

Indicizzando e premiando solo siti web sicuri specie se trattasi di e-commerce dove gli utenti inseriscono i loro dati personali e i codici relativi alle loro carte di credito durante un acquisto sul web. Ma quali sono i migliori servizi Hosting per WordPress che ti danno la possibilità di integrare sul tuo sito web un certificato SSL gratuito Let’s Encrypt?

Migliora il posizionamento SEO del tuo sito web aziendale o blog evitando le penalizzazioni Google!

Perchè Google premia i siti web veloci in termini di posizionamento SEO

La prima regola rimasta invariata con l’avvento di Hummingbird riguardano la velocità o , meglio, le performance del tuo sito web. Il tuo sito deve essere funzionante in tutte le sue parti, avere un buona velocità di caricamento delle pagine web ed essere organizzato con una struttura semplice e ordinata.

In questo modo, oltre a evitare le penalizzazioni di Google, renderai più piacevole anche  l’esperienza di navigazione dell’utente e dei tuoi clienti sei hai un ecommerce con Woocommerce.

Se hai un e-commerce con Woocommerce: scopri quali sono le migliori estensioni Woocommerce per aumentare le vendite

Ma la domanda che ti stai facendo adesso: quali sono i fattori che influenzano le performance di un sito web con WordPress? La velocità di un sito WordPress dipende essenzialmente da questi fattori:

  • Scegliere temi premium per il tuo sito WordPress
  • Acquistare uno spazio web per WordPress sicuro, affidabile e veloce di tipo SSD
  • Installare i plugin essenziali di sicurezza
  • Non installare non più di 15 plugin o comunque installare solo quelli che ti sono necessari per il tuo sito web o blog

Personalmente ti suggerisco per quanto riguarda i temi grafici di dare un’occhiata a questi che personalmente ritengo i più completi e veloci dopo alcuni test (in particolare Schema e Writer ma anche Generatepress premium):
Generatepress PremiumSchemaWriterEnfoldeCommerce –  eMaxstoreFlatsome

Qui trovi: I temi WordPress più veloci del web

Gestire in modo corretto le pagine 404 per avere un sito web funzionante

Ecco i migliori strumenti per gestire le pagine 404 su WordPress

Altri fattori legati al corretto funzionamento del tuo sito web su cui devi concentrarti, sono gli errori delle pagine non più esistenti sul tuo sito web (errore 404) o a cui hai cambiato il permalink (slug) o destinazione (redirect): vanno messe a posto perché Google non gradisce pagine di questo tipo.

A volte, per distrazione o stanchezza, può accadere che dopo aver pubblicato una pagina web o articolo su WordPress ti rendi conto di aver commesso un errore di digitazione e che l’URL (permalink) del tuo articolo o pagina web non sia quello che desideravi o comunque non propriamente corretto per la SEO. Non preoccuparti c’è una soluzione!

Se cerchi un ottimo plugin gratuito per redirigere in automatico le pagine a cui hai cambiato il permalink al corretto all’URL di destinazione allora scarica da qui: RedirectCustom Permalinks

Qui trovi invece: i migliori strumenti per gestire gli errori 404

Evitare di fare Keyword Stuffing ovvero inserire parole chiave in eccesso

Non eccedere con la densità delle parole chiave

La sovraottimizzazione di parole chiave cioè un uso smodato e innaturale delle tecniche di ottimizzazione per un buon posizionamento in gergo “Keyword Stuffing” viene interpretato da Google come un tentativo di forzare il posizionamento e viene perciò penalizzato.

Riempire le pagine con parole chiave o numeri comporta un peggioramento dell’esperienza utente e può incidere sul posizionamento del tuo sito. Cerca di creare allora contenuti utili e ricchi di informazioni che utilizzino le parole chiave in modo appropriato e nel contesto.

Tra gli esempi di parole chiave in eccesso vi sono:

  • Elenchi di numeri di telefono senza un sostanziale valore aggiunto
  • Blocchi di testo che elencano città e stati per cui si sta tentando di posizionare una pagina web
  • Ripetizione delle stesse parole o frasi così spesso che suonano innaturali, ad esempio:

Vendiamo umidificatori per sigari personalizzati. I nostri umidificatori per sigari personalizzati sono artigianali. Se stai pensando di acquistare un umidificatore per sigari personalizzato, contatta i nostri specialisti di umidificatori per sigari personalizzati all’indirizzo umidificatori.sigari.personalizzati@example.com.

Verificare i Backlink  (link esterni che puntano al tuo sito web o blog)

Controlla sempre i Backlink per impedire penalizzazioni Google

Google nel tentativo di migliorare l’esperienza dell’utente e la risposta alle sue ricerche, ha cercato di colpire alcune tecniche che, se estremizzate, possono ingannare gli utente. Ecco perchè è altamente sconsigliato ottenere dei link dallo stesso network o aggregatore di siti.

Se diversi siti sono collegati allo stesso aggregatore è evidente che molta probabilità questi link saranno innaturali (perché non volontari o comunque non pertinenti o a pagamento). Sono poche le possibilità, infatti, che tutti quei siti trovino realmente interessante il sito web tanto da linkarlo all’interno dei propri contenuti.

In passato alcune tecniche per creare una solida struttura di backlink (link esterni che puntano al tuo sito web) si basavano sulla pubblicazione di argomenti correlati. Questi link, collegati sempre alla Homepage del sito di destinazione, venivano inseriti nel cosiddetto footer, il piè di pagina di un sito web o nel blogroll, spesso posizionato nella barra laterale destra, in modo che fossero mostrati in tutte le pagine del sito web che li ospitava.

Questa tecnica adesso viene penalizzata da Google perché significa moltiplicare in qualche modo questi link per tutte le pagine presenti all’interno del nostro sito e viene considerato molto simile allo spam. Pertanto, nel caso di siti web di aziende con cui collabori o per cui hai lavorato, che vuoi comunque inserire all’interno del tuo sito attraverso i link è altamente consigliato creare una sezione nel espressamente dedicata (collaborazioni, portfolio ecc…).

Impedire commenti spam ed evitare link malevoli su WordPress

Chiudi con i commenti spam che possono portare link collegati a siti spam o contenenti malware

I commenti sono un ottimo strumento a disposizione del blogger per sviluppare la propria community e aumentare il numero di lettori. Ma i commenti sono spesso utilizzati in modo illecito dagli spammer e da altri malintenzionati del Web, molti dei quali utilizzano script o altro software per generare e pubblicare spam.

Se hai ricevuto un commento sotto forma di annuncio pubblicitario o un link casuale a un sito non correlato, sei stato soggetto a spam nei commenti.

Per evitare i commenti spam causa di penalizzazione SEO prendi queste tre precauzioni:

  1. Installa uno di questi plugin di sicurezza: All in One Security o iThemes Security
  2. Rimuovi il campo URL Website” dal box dei commenti presente nel tuo blog WordPress
  3. Attiva la moderazione per la creazione di profili e commenti in WordPress

Come rimuovere il campo URL Website nei commenti di WordPress per prevenire lo spam causa di penalizzazioni SEO

Se desideri non far visualizzare il campo di inserimento URL nel box commenti di WordPress, in modo da ridurre notevolmente i commenti spam, ecco qui il codice php che ti serve e che devi inserire nel file function del tema WordPress in uso:

function rimuovi_campo_url($fields) {
unset($fields[‘url’]);
return $fields;
}
add_filter(‘comment_form_default_fields’,’rimuovi_campo_url’);

Moderare i commenti WordPress per non subire penalizzazione SEO

Moderare i commenti su WordPress significa impedire che un commento venga visualizzato sul tuo blog prima di essere stato controllato e approvato. Ciò significa che dovrai dedicare più tempo al monitoraggio dei commenti, tuttavia può risultare veramente utile per migliorare l’esperienza dei tuoi utenti.

Moderare i profili significa invece non consentire iscrizione gratuite automatiche senza approvarle manualmente da parte di un amministratore di WordPress (il plugin All in one Security oltre a ridurre lo spam su WordPress ti permette di moderare sia i profili utenti per WordPress sia i profili utenti Buddypress se installato).

Perchè lo spam è dannoso dal punto di vista SEO?

Lo spam è dannoso per il tuo sito sotto diversi punti di vista perché denota per Google:

  • Contenuti di bassa qualità intaccando la reputazione del tuo sito
  • Gli spam possono essere causa di distrazione e fastidio per gli utenti
  • Il traffico indesiderato proveniente da siti web con contenuti non correlati al tuo sito può rallentare il sito diminuire la larghezza di banda disponibile
  • Google retrocede o addirittura rimuove le pagine con un numero eccessivo di spam generati dall’utente per tutelare la qualità dei nostri risultati di ricerca
  • I contenuti generati da spammer possono indirizzare a siti dannosi che potrebbero influire negativamente sui tuoi utenti

Non pubblicare contenuti generati automaticamente

I contenuti generati automaticamente sono quei contenuti che vengono generati in modo programmatico da un software o plugin. Si tratta spesso di testi casuali che non hanno alcun senso per il lettore ma che spesso contengono un eccesso di parole chiave di ricerca.

Anche questa circostanza è causa di una possibile penalizzazione SEO operate da Google e di uno scarso posizionamento dei siti web.

Ecco alcuni esempi di contenuti generati automaticamente:

  • Testo tradotto da uno strumento automatico senza revisione umana o rettifiche prima della pubblicazione
  • Testo generato attraverso processi automatizzati, come i processi markoviani
  • Testo generato utilizzando tecniche di creazione di sinonimi o di offuscamento automatizzate
  • Testo generato mediante appropriazione di risultati di ricerca o feed Atom/RSS
  • Aggregazione o combinazione di contenuti provenienti da pagine web differenti senza apporto di un valore aggiunto per l’utente

Utilizzare l’attributo “nofollow” per impedire a Google di seguire link non pertinenti o potenzialmente dannosi in modo da non subire penalizzazioni SEO

Perchè è importante usare il tag “nofollow” nei link non naturali o commerciali come quelli di affiliazione

Perché è nato questo attributo? Il motivo è legato alla sicurezza degli utenti del web prevenendo lo spam derivante dai commenti presenti nei singoli articoli dei blog. Google poi ha poi voluto che si usasse questo attributo per indicare i link a pagamento: in questo modo ha tentato di separare i link “naturali” da quelli nati esigenze commerciali come ad esempio i link di affiliazione.

Ad esempio, se il link affiliato è:
<a href=”http://www.example.com/?ref=123″>Acquista il plugin ora!</a>
il link verrà convertito in:
<a href=”http://www.example.com/?ref=123″ rel=”nofollow”>Acquista il plugin ora! </a>

Ecco perché sei obbligato da Google a inserire questo attributo e indicare così i link creati come non naturali propiro per non rischiare di subire penalizzazioni con la conseguenza di una perdita di posizioni consistente nella SERP (pagina risultati di ricerca Google).

Un altro caso in cui devi assolutamente usare l’attributo nofollow è negli articoli che forniscono la possibilità ai lettori di lasciare commenti.

Questi sono, infatti, fra i terreni più fertili per i cosiddetti “cercatori di backlink”: cioè utenti che si limitano ad inserire il loro link senza lasciare un commento valido e a supporto dell’argomento trattato nei tuoi articoli, danneggiando così non solo la qualità e reputazione del tuo sito, ma rischiando pur di inquinarlo con link che puntano ad altri siti spam o che possono contenere malware.

Quindi prima di attivare i commenti ai tuoi articoli ti consiglio prima impostare in modo automatico l’attivazione di questo tag, soprattutto se gli utenti possono inserire contenuti senza essere filtrati cioè approvati da un moderatore (amministratore di WordPress). Così facendo non dovrai aggiungere il tag nofollow ai possibili, ed eventualmente anche innumerevoli, link presenti nei commenti ai tuoi articoli postati dagli utenti del tuo blog.

Adesso la domanda che sorge spontanea è: come si può attivare in modo automatico l’attributo nofollow nei commenti di WordPress per evitare penalizzazioni da Google?
Per attivare l’attributo nofollow ai commenti di WordPress ti basta aggiungere questo codice al file function del tuo tema:

/**
* Add a rel=”nofollow” to the comment reply links
*/
function add_nofollow_to_reply_link( $link ) {
return str_replace( ‘”)\’>’, ‘”)\’ rel=\’nofollow\’>’, $link );
}
add_filter( ‘comment_reply_link’, ‘add_nofollow_to_reply_link’ );

Questo codice è valido anche se sono già stati pubblicati link nei commenti precedenti, quindi Google riconoscerà l’attributo nofollow anche se i commenti sono stati pubblicati prima della modifica.

Evitare la tecnica del Cloaking per non subire penalizzazioni SEO

Non ingannare i tuoi utenti con link falsi

Il cloaking è quella tecnica informatica mediante la quale è possibile presentare agli utenti del web, contenuti o URL diversi da quelli presentati dai motori di ricerca, consentendo così al sito stesso di ottenere migliori posizionamenti all’interno delle SERP. Il cloaking è considerato una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google perché fornisce ai nostri utenti risultati diversi rispetto a quelli previsti.

Non usare comandi di reindirizzamento non ammessi

Non usare mai URL ingannevoli con una destinazione diversa da quella prevista

Il reindirizzamento è la tecnica che porta un visitatore a un URL diverso da quello inizialmente richiesto. Esistono diverse ragioni per reindirizzare un URL a un altro, ad esempio quando devi spostare il tuo sito WordPress da un Hosting ad un altro o consolidi più pagine in una sola.

Tuttavia, alcuni reindirizzamenti sono invece progettati per ingannare i motori di ricerca o per presentare agli utenti del web contenuti diversi da quelli presentati ai crawler (detto anche Spider nient’altro che un software il cui compito è quello di scansionare le pagine di un sito web per indicizzarlo nella SERP).

Questa tecnica costituisce una violazione delle Istruzioni per i webmaster di Google. Quando un reindirizzamento viene implementato in questo modo, un motore di ricerca potrebbe indicizzare la pagina originale anziché seguire il reindirizzamento, mentre gli utenti vengono indirizzati alla destinazione del reindirizzamento.

Come il cloaking, questa pratica è ingannevole in quanto mira a mostrare agli utenti contenuti diversi rispetto a quelli mostrati a Googlebot e può indirizzare un visitatore altrove rispetto alla destinazione prevista.

Conclusione su: come evitare le penalizzazioni Google per mantenere alto il posizionamento SEO

Grazie a questo articolo sei venuto a conoscenza delle 11 regole SEO per evitare le penalizzazioni di Google. Per concludere però questa guida su come evitare le penalizzazioni Google ti do ancora quest’ultimi suggerimenti:

  • Progetta le tue pagine e tuoi articoli per gli utenti
  • Non ingannare i tuoi lettori
  • Evita i trucchi per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca
  • Un altro test utile consiste nel chiederti se quanto stai per pubblicare sarà di aiuto ai tuoi utenti
  • Pensa a ciò che rende il tuo sito web o blog unico, prezioso o coinvolgente
  • Fai in modo che il tuo sito web si distingua dagli altri

E tu cosa altro fai per impedire di perdere posizioni nei motori di ricerca? O quali strumenti integri nel tuo blog o sito web per evitare le penalizzazioni SEO?

Se vuoi partecipare alla discussione su come evitare le penalizzazioni Google puoi lasciare un commento sull’argomento scrivendo nell’apposito boxe dei commenti oppure se questa guida ti è stata davvero utile ti invito a condividerla con i tuoi amici!


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By Antonio Rizzo

Ideatore e fondatore di Creare Blog e Siti Wordpress. Consulente Wordpress per aziende e professionisti che desiderano promuovere i loro servizi o prodotti sul web attraverso un blog, sito web o ecommerce.

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